Maestro dal 1984 al 2016

Fabio Facchinetti

Svolge l’attività musicale a livello amatoriale con grande passione.

Crede profondamente che la pratica della polifonia sacra possa diventare non solo momento di promozione per la sensibilità dell’animo umano, ma soprattutto, un mezzo per accostarsi a Dio in totale dedizione fisica e spirituale.

In questa prospettiva il canto corale sacro diviene una forma di lode “assoluta” che coinvolge esecutori e uditori in una forma di preghiera condivisa.

Lo studio e la forte tensione alla migliore interpretazione possibile, diventano un viatico per una più intima e partecipata relazione con l’essenza del brano stesso.

Facchinetti ha svolto un curriculum di studi legato prevalentemente alla pratica della musica corale, dapprima presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Bergamo, poi presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano, dove ha potuto coltivare e sviluppare il suo interesse per la musica organistica e corale con particolare riguardo allo studio del canto gregoriano e della polifonia, conseguendone il magistero.

Ama ricordare tra i suoi docenti il maestro don Santo Donadoni,Giorgio Bredolo, Luigi Molfino, Luciano Migliavacca e Luigi Agustoni.

Ha partecipato ai corsi internazionali di canto gregoriano a Cremona e a diversi seminari sulla musica corale antica.

Durante la sua attività amatoriale oltre a fondare e sviluppare l’attività de Li Cantori Harmonici ha ricoperto il ruolo di organista e direttore della Corale Aquilino Belotti di Gazzaniga (Bg) nonché di altre realtà corali della valle seriana (Bg).

Ha contribuito alla riscoperta del musicista gazzanighese Daniele Maffeis attraverso la sua tesi presso il PIMS; sulla base di questo studio è nato un libro edito dalle Edizioni Villadiseriane.

E’socio fondatore dell’Associazione intitolata sempre al compositore bergamasco.

Infine facendo proprie le parole del Santo Padre Benedetto XVI, Fabio Facchinetti vuole ricordare che “Una chiesa che si riduca solo a fare della musica “corrente” cade nell’inetto e diviene essa stessa inetta. La chiesa ha il dovere di essere anche la “città della gloria”, luogo dove sono raccolte e portate all’orecchio di Dio le voci più profonde dell’umanità. La Chiesa non può appagarsi del solo ordinario, del solo usuale: deve ridestare la voce del Cosmo, glorificando il Creatore e svelando al Cosmo stesso la sua magnificenza, rendendolo bello e abitabile”.